Iwan Spekenbrink commenta il passaggio di Onley alla Ineos Grenadiers
Si sta parlando a lungo, nelle ultime stagioni, sul sistema dei trasferimenti nel ciclismo e sulla volontà di attuare un sistema analogo a quello che esiste in altri sport, in primis nel calcio, con le squadre che per avere un atleta, pagano il costo del cartellino alla squadra con cui l’atleta in questione ha il contratto.
Ci sono già stati esempi di “indennizzi” pagati a un team per far terminare prima il contratto di un corridore e permettergli di accasarsi a un altro team, ma il caso di Oscar Onley, passato quest’anno dal Team Picnic PostNL alla Ineos Grenadiers, rischia di diventare un precedente significativo.
Nonostante il contratto di Onley con la Picnic fosse ancora in vigore, la Ineos ha pagato 6 milioni di euro per averlo, una cifra mai sborsata prima nel ciclismo.
In questo senso, il manager della Picnic PostNL, Iwan Spekenbrink ha condiviso il proprio pensiero: “A livello personale, quando è successo, per tre o quattro giorni ho continuato a dire ‘M…, non è quello che volevamo. Quando costruisci qualcosa, quando hai successo e quando c’è una connessione davvero buona, è sempre difficile. Oscar è un ragazzo onesto, dà tutto per il suo lavoro, quindi è stato bello lavorare con lui. Ma se lasci da parte questo aspetto, costruisci squadre, e se guardi a ciò che facciamo, siamo bravi a scovare buoni corridori e a farli crescere. Due anni fa, poche persone conoscevano Oscar. Sappiamo scovare talenti e ci investiamo molto. Ciò che è successo con Oscar non è il risultato di un lavoro scadente, ma di un buon lavoro. È la conferma di un lavoro.
Quando hai successo, molti corridori possono fare bene - ha proseguito Spekenbrink - È come nel calcio: quando fai un buon lavoro, molti atleti hanno successo e devi fare delle scelte. È quello che è successo con Oscar e abbiamo dovuto mettere in prima posizione il miglior interesse per il team. Abbiamo bisogno di un sistema di trasferimenti come nel calcio. Nel calcio puoi cambiare squadra, ma devi negoziare un costo per il tuo trasferimento. Ora vengono fatti troppi giochini nel ciclismo, specialmente dagli agenti. È il caos. Che ci piaccia o no, dobbiamo avere un sistema in cui se hai un contratto, c’è anche una clausola stabilita. Per quella clausola, non devi neanche negoziare: puoi andare. Ma se la clausola non è pagata, il corridore deve restare e rispettare il contratto”.
Foto: Sprint Cycling Agency





