Il norvegese conquista a sorpresa la leadership della corsa spagnola, ma conferma che la priorità della Bahrain Victorious resta Tiberi
La conquista inaspettata della maglia rossa della Vuelta a España da parte di Torstein Træen gli varrà sicuramente qualche birra extra a Madrid, ma come confermato dal corridore norvegese trentenne dopo la sesta tappa, questo non cambierà minimamente i piani della Bahrain Victorious.
La squadra è arrivata alla Vuelta con l'obiettivo di lottare per un buon risultato in classifica generale e per le vittorie di tappa. Con la solida prestazione di Antonio Tiberi sul traguardo in salita di Pal, il corridore italiano rimane una pedina fondamentale per la classifica generale.
Il secondo posto di Træen nella tappa, alle spalle del vincitore solitario Jay Vine (UAE Team Emirates), ha regalato al norvegese la sua prima leadership in un Grande Giro e alla Bahrain Victorious almeno un giorno in vetta alla classifica generale.
'Qualche giorno fa parlavo con l'altro corridore norvegese qui presente, Johannes Staune-Mittet, di come stavo andando in classifica generale, e lui mi ha detto che ero un perdente perché ero così vicino ma non abbastanza' ha raccontato Træen. 'Gli ho risposto che quando avrei preso la maglia rossa dopo la tappa di Andorra, non mi avrebbe più chiamato perdente! Penso che ora mi debba qualche birra a Madrid.'
Per Træen questa è sicuramente la più grande vittoria della carriera, anche se era già salito agli onori della cronaca per la sua vittoriosa battaglia contro il cancro ai testicoli qualche anno fa. Il norvegese aveva già vinto la classifica degli scalatori al Tour of the Alps prima della diagnosi precoce e del trattamento, e dopo la guarigione ha ottenuto una memorabile vittoria di tappa al Tour de Suisse 2024 resistendo ad Adam Yates.
Nonostante il successo inaspettato, Træen ha confermato che questo non cambierà la strategia della squadra: 'Tiberi è un grande corridore e continueremo a lottare per lui. Vedremo per quanti giorni riusciremo a mantenere la maglia, ma questo non cambia le nostre tattiche.'